Luoghi notevoli all’interno della Selva Antica, oltre i villaggi di frontiera. Alcuni sono noti ai cacciatori locali, altri sono stati scoperti dai PG nel corso della campagna.
Il Pozzo Senza Fondo
Un cerchio perfetto si apre nel terreno, largo quanto una piccola casa. Nessuna frana attorno, nessun detrito — solo un bordo netto, come se qualcuno l’avesse tagliato con uno strumento. Le pareti sono lisce. Dal basso sale un vento freddo e costante, regolare come un respiro. Gli animali non si avvicinano. La selva attorno è più rada del solito.
Nessuno sa quanto sia profondo. Chi ci ha lanciato un sasso non ha mai sentito il rumore dell’impatto.
Fonte Velata
Una sorgente d’acqua limpidissima in una piccola radura, sempre avvolta da una leggera nebbia anche nelle giornate più calde. L’acqua è fredda e buona da bere — forse la più buona della selva. Gli animali ci vengono ad abbeverarsi senza timore, anche le specie che normalmente si evitano a vicenda. È uno dei pochi posti nella selva dove la corruzione non sembra arrivare.
Qualcuno ha lasciato piccole offerte sulle pietre attorno alla fonte — fiori secchi, nastri sbiaditi, una ciotola di legno. Non è chiaro chi le lasci né da quanto tempo.
Casa Senza Porte
I resti di una costruzione di pietra grigia, parzialmente crollata. Le mura perimetrali reggono ancora, ma il tetto è ceduto da tempo e la vegetazione ha invaso l’interno. Ciò che colpisce è l’assenza totale di qualsiasi traccia di porte o finestre — non stipiti, non cardini arrugginiti, non soglie consumate. O non ne ha mai avute, o il tempo le ha cancellate così completamente da non lasciare nemmeno un’impronta.
Chi viveva qui e come ci entrava non è chiaro. L’interno è un groviglio di rovi e radici, con qualche pietra squadrata affiorante dal terreno — forse i resti di un pavimento, forse qualcosa d’altro.
Bosco dei Tronchi Bianchi
Una zona della selva dove gli alberi hanno la corteccia completamente bianca — non per malattia né per la corruzione, ma per una caratteristica naturale di questa specie. Il sottobosco è più luminoso del solito, quasi disorientante dopo la penombra normale della selva.
Il silenzio qui è diverso dagli altri silenzi della foresta — non è il silenzio teso di quando qualcosa osserva, è un silenzio piatto, come ovattato. I suoni sembrano non viaggiare lontano.
Gli animali ci passano ma non si fermano. I cacciatori locali usano il bosco come punto di orientamento — i tronchi bianchi si vedono da lontano — ma evitano di accamparsi dentro.
Colle delle Voci
Un’altura che si solleva sopra la linea della selva, abbastanza da offrire una vista ampia sulla foresta circostante. In cima la vegetazione si dirada e c’è quasi spazio aperto — raro nella selva.
Il nome viene da un fenomeno che i cacciatori locali conoscono bene: in certi momenti, soprattutto al tramonto e nelle notti senza vento, dal colle si sentono suoni che non hanno una fonte identificabile. Non voci umane — più simili a echi lontani, frammenti di suoni che sembrano provenire da ogni direzione contemporaneamente. Chi li ha sentiti li descrive in modo diverso: alcuni dicono che sembrano parole in una lingua sconosciuta, altri che sono solo il vento che si incanala tra le rocce.
I cacciatori usano il colle come punto di osservazione durante il giorno ma scendono prima del tramonto.
Felci Alte
Una zona della selva dove le felci crescono fuori misura — alte quanto un uomo, in alcuni punti anche di più. Non è corruzione: le piante sono sane, il verde è intenso, non c’è odore di marcio. È semplicemente un posto dove la vegetazione ha preso il sopravvento in modo insolito.
Muoversi tra le felci è disorientante — si perde rapidamente il senso della direzione, la luce filtra in modo strano, i riferimenti visivi spariscono dopo pochi passi. Chi non conosce la zona può girare in cerchio per ore senza rendersene conto.
I cacciatori locali conoscono un paio di sentieri sicuri che attraversano le Felci Alte, ma non li condividono volentieri con gli stranieri — sono uno dei pochi vantaggi che la gente del posto ha sulla selva.