L’insediamento
Rocciafonda è un insediamento nanico nei Denti del Nord, con una popolazione di circa quattrocento anime. Non è un regno ufficialmente riconosciuto da Valdoria, ma i rapporti sono stabili e di mutua tolleranza — i nani non cercano conflitti e Valdoria ha altri problemi su cui concentrarsi.
La comunità è scavata nella roccia su più livelli, con gallerie che si aprono su una caverna centrale illuminata da cristalli estratti dalle vene più profonde. Il cuore di Rocciafonda è interamente sottoterra. Un complesso sistema di corridoi, bocche e pozzi garantisce un costante ricircolo dell’aria, tanto da non dare la sensazione di trovarsi in un luogo chiuso.
I nani si sono insediati nei Denti del Nord per le risorse che le montagne nascondono. Le vene di ferro e rame sono abbondanti e di buona qualità; più in profondità si trovano metalli più rari e, in alcune sacche, pietre preziose — principalmente rubini e una pietra locale di colore ambrato che i nani chiamano occhio di falco, apprezzata dai gioiellieri di Valdoria.
Società
I nani di Rocciafonda si dividono in tre clan, anche detti casate. L’appartenenza ad un clan si tramanda per via matriarcale (ammesso che i membri di due clan differenti si accoppino, e ammesso che si riesca a riconoscere la femmina tra i due).
- Il clan Pietrantica è la casata fondatrice di Rocciafonda. I suoi membri hanno scavato le prime gallerie sotto la montagna. Hanno molteplici occupazioni e nel tempo hanno accumulato ricchezze superiori agli altri clan. Non è raro i membri di questa casata abbiano un atteggiamento di superiorità rispetto agli altri clan.
- Il clan Venafonda è la casata più numerosa. I suoi membri sono in massima parte minatori. Si sono insediati a Rocciafonda successivamente ai Pietrantica, ma hanno dato un enorme contributo all’espansione dell’abitato e allo scavo delle gallerie più profonde. Sono tipicamente molto orgogliosi del proprio operato e delle proprie abilità.
- Il clan Ramargento è la casata più giovane. Sono in massima parte commercianti, organizzano gli scambi commerciali sia tra i clan che con Valdoria.
Governo
Rocciafonda è governata da un Consiglio degli anziani, composto dai capifamiglia delle tre casate. Il capofamiglia è il membro più anziano della casata. Alla morte di un capo, gli/le succede il membro immediatamente più anzino. Le decisioni importanti richiedono consenso unanime — il che le rende lente ma solide. Il Consiglio è presieduto a rotazione annuale da uno dei tre capiclan.
Economia e rapporti con Valdoria
I nani commerciano con Valdoria e Lagolungo — metalli lavorati, strumenti di qualità, gemme — e in cambio ricevono cibo, legname e beni che le montagne non producono. Il rapporto con Valdoria è pragmatico: nessuna delle due parti ha interesse a complicarlo. I nani controllano parte dei Denti del Nord e potrebbero rendere il Varco del Re molto più difficile da attraversare se volessero. Non lo fanno, ma il fatto che potrebbero farlo è sempre presente nelle negoziazioni.
Le gallerie profonde
Le miniere di Rocciafonda scendono su più livelli. I livelli superiori sono sicuri, mappati, frequentati ogni giorno. Più in basso le gallerie diventano più strette, più buie, e alcune sono state abbandonate per crolli o per la presenza di creature ostili che non valeva la pena combattere.
Il culto
I nani di Rocciafonda venerano principalmente Durn l’Antico. Il tempio di Durn è scavato nel livello più profondo dell’insediamento — uno spazio ampio e silenzioso, con le pareti incise di genealogie e imprese dei clan.
Luoghi di interesse
La Caverna Centrale
Il cuore di Rocciafonda è una caverna naturale alta una ventina di metri, allargata nei secoli dal lavoro dei minatori fino a diventare uno spazio pubblico vero e proprio. Dal soffitto pendono grappoli di cristalli estratti dalle vene più profonde — non emettono luce propria, ma riflettono e amplificano le fiaccole e i bracieri sparsi lungo le pareti, creando una luce calda e regolare.
Le gallerie principali si aprono lungo le pareti come raggi. Ogni imbocco è segnato dall’insegna del clan che lo gestisce — un rilievo scolpito nella roccia, consumato dal passaggio di migliaia di mani. Al centro della caverna c’è una vasca bassa, sempre piena d’acqua di sorgente, usata dai nani come punto di raccolta e orientamento. A lato della vasca, due imponenti statue, rappresentanti i fondatori di Rocciasalda.
Dalla caverna centrale si può accedere direttamente alla Brocca Spezzata e all’Occhio del Lapidario.
La Brocca Spezzata
Situata in una camera laterale vicina alla caverna centrale, con tavoli lunghi segnati dagli anni, panche di legno spesso, fumo, calore, odore di birra scura, carne stufata e lana bagnata. Dietro il bancone, file di boccali di terracotta sbeccati e botti infisse direttamente nella pietra.
Gestita da Borik Roccabruna e Eirik Roccabruna, suo figlio e aiutante.
La Sala del Consiglio dei Clan
Scavata nel livello intermedio dell’insediamento, accessibile solo attraverso una galleria sorvegliata. La porta è in pietra, con le insegne delle tre casate intagliate in rilievo.
La sala è più sobria di quanto ci si aspetterebbe: tavoli di granito grezzo, sedie intagliate con cura ma senza lusso, torce in applique di ferro battuto. Alle pareti, lastre incise con le decisioni più importanti prese negli ultimi duecento anni — non affisse per essere lette dai visitatori, ma perché i nani credono che le parole abbiano più peso quando sono scolpite nella pietra. Le riunioni ordinarie del Consiglio sono aperte agli abitanti di Rocciafonda; quelle straordinarie no.
Il Tempio di Durn l’Antico
Il tempio occupa una camera naturale nel livello più profondo dell’insediamento abitabile — più in basso ci sono solo le gallerie abbandonate. L’accesso è una rampa stretta e ripida, levigata dal passaggio di secoli di fedeli.
Lo spazio è ampio e silenzioso, con un’acustica strana che assorbe i suoni invece di amplificarli. Le pareti sono interamente coperte di incisioni — genealogie, imprese di clan, nomi di minatori morti, date di apertura e chiusura delle vene. Non c’è una distinzione chiara tra decorazione e testo sacro: per i nani, la storia dei clan è la preghiera. Al centro della camera, una statua di Durn.
Il custode del tempio è Torin Vocepiatta, che conosce le gallerie di Rocciafonda meglio di chiunque altro — compresi i livelli che nessuno visita più.
La Fucina dei Tre Clan
Una galleria larga, rinforzata con archi di pietra a intervalli regolari, dove il calore è costante e l’aria sa di carbone, metallo fuso e olio bruciato. Ogni clan ha il proprio settore — separati da pareti basse e da una tacita etichetta professionale — ma la fornace centrale è condivisa e non si spegne mai.
I fabbri lavorano ferro, rame e le leghe che solo Rocciafonda produce, alcune delle quali non hanno nome in valdoriano. Gli strumenti qui sono di qualità superiore a qualsiasi cosa si trovi nelle botteghe di frontiera: più pesanti, più equilibrati, con un filo che dura nel tempo. Non vendono a chiunque — ma chi porta materiale grezzo interessante, o chi sa come presentarsi, può commissionare lavori. I tempi sono quelli che sono: i nani non si affrettano perché qualcuno ha fretta.
L’Occhio del Lapidario
Una bottega piccola e silenziosa, incastrata in un recesso laterale vicino alla caverna centrale. L’insegna sopra l’ingresso è un occhio stilizzato — riferimento all’occhio di falco, la pietra ambrata locale che ha reso famosa Rocciafonda tra i gioiellieri di Lagolungo e Velduna.
Il lapidario lavora rubini, quarzi e le pietre più rare che i minatori portano su dai livelli profondi. Il banco è coperto di vassoi foderati di cuoio scuro, illuminati da lampade a olio posizionate con cura. Non c’è chiasso qui: il lapidario lavora in silenzio e si aspetta lo stesso dai clienti.