La città

Lagolungo è la cittadina più settentrionale del regno dopo i villaggi di frontiera, con circa un migliaio di abitanti. Sorge sulle rive del lago omonimo — un bacino naturale formato dall’allargamento del Fiume Argento prima che questo riprenda il corso verso sud. È più grande e più strutturata dei villaggi di frontiera, ma non è una città vera: è un nodo, il punto dove i traffici della frontiera si aggregano prima di proseguire verso i Denti del Nord o verso la capitale.

Ruolo logistico

Chi porta rifornimenti alla frontiera passa da Lagolungo. Chi scende dalla frontiera verso il resto del regno si ferma a Lagolungo. Il lago è il cuore dell’economia locale: nella stagione navigabile il Fiume Argento porta a valle i tronchi tagliati dalle segherie di Rocca Salda, che transitano da Lagolungo verso il Delta Argento e da lì verso la capitale. Il porto fluviale — pochi moli di legno, alcuni magazzini, una stazione di controllo dell’Ordine del Varco — è il punto più animato della città nei mesi caldi.

Il mercato

Il mercato è aperto ogni giorno ed è il cuore della vita cittadina. Tratta principalmente prodotti locali: pesce di lago, legname, cereali e bestiame dalla frontiera, metalli lavorati dai nani di Rocciafonda. Nella stagione navigabile, quando le chiatte risalgono il fiume, arrivano anche merci dal resto di Valdoria — stoffe, attrezzi di qualità, beni che la frontiera non produce. D’inverno l’offerta si restringe a ciò che la regione produce.

Il lago e il fiume

Il lago si abbassa di livello in inverno, quando il Fiume Argento riduce la portata perché le nevi trattengono l’acqua in quota invece di sciogliersi. Nelle settimane più fredde le rive si ghiacciano, ma il bacino centrale rimane libero. La navigazione fluviale invernale è difficoltosa con imbarcazioni cariche, praticabile con barche leggere. In primavera lo scioglimento delle nevi gonfia il fiume rapidamente — qualche anno la piena è stata abbastanza forte da allagare i magazzini più vicini alla riva.

Atmosfera

Lagolungo è pragmatica e abituata al passaggio. Non è una città di frontiera dura come Rocca Salda — è abbastanza lontana dalla selva da non sentirne la minaccia — ma conosce bene i volti della frontiera: i rifugiati che scendono, i soldati che salgono, i mercanti che pesano ogni rischio prima di avventurarsi a nord. È un posto dove si fanno affari, si scambiano notizie e ci si ferma la notte. Non è un posto dove si mette radici volentieri.

Culto

Il tempio di Lirenne la Camminatrice si trova all’incrocio delle strade principali: sempre aperto, con un fuoco acceso e un posto per dormire per i viaggiatori in difficoltà. È l’istituzione più frequentata della città, da credenti e non.

Eleandra la Madre Verde è venerata dalla comunità locale — i pescatori e i contadini della zona le portano offerte stagionali. Il suo sacerdote è una figura familiare, presente ai matrimoni, ai parti e ai raccolti.

Non c’è un tempio di Asha a Lagolungo, ma una sorella del suo ordine risiede in città da anni, operando in un piccolo locale vicino al porto. Si occupa dei feriti, dei malati di passaggio e — discretamente — dei rifugiati che arrivano dalla frontiera in condizioni difficili.

La fucina di Toryn il Forgiatore condivide lo spazio con la bottega del fabbro locale: un altare semplice, alcune offerte di metallo lavorato, e una campana che suona quando il fuoco viene acceso al mattino.

Serath il Guardiano della Soglia ha un piccolo tempio ai margini della città, vicino al cimitero. Discreto come sempre, ma sempre presente.

Fazioni presenti

I Corvi Grigi passano regolarmente da Lagolungo — è uno dei loro punti di riferimento abituali sulla rotta verso la frontiera. La Mano mantiene una presenza discreta nel porto fluviale, sufficiente a far sparire qualche cassa dai registri ufficiali.