20 Vespero, 1327
Il giorno dopo il ritorno dalla selva, i tre si risvegliano tardi — chi nel calore di casa propria, chi alla locanda del Cinghiale Rosso. Ciascuno trova un biglietto che li convoca alla casa di Brann.
Leanna li aspetta in piedi vicino alla finestra, la schiena alla luce. La casa ha un leggero sentore di cenere fredda. Le cose di Brann sono al loro posto — il mantello appeso, gli stivali vicino alla porta — come se fosse uscito per un momento. Non è tornato.
Leanna va dritta al punto: il marchio sulle casse ritrovate nella selva appartiene alla Corporazione dei Mercanti di Velduna. Le armi che arrivano a Garruk passano dai loro magazzini, e con il Divoraroccia in arrivo la situazione è destinata a peggiorare. I rinforzi da Valdoria non arriveranno. Tocca a loro.
La missione: raggiungere Velduna, scoprire chi gestisce il canale di forniture, raccogliere prove. In incognito — la Lega ha amicizie importanti, non ci si fida di nessuno, specialmente se in uniforme. Leanna consegna al gruppo 100 monete d’oro per aiutarli con le spese e una lettera per Corvin, un suo vecchio commilitone che gestisce L’Ancora Spezzata, una locanda nel Quartiere Basso di Velduna. Sarà il loro punto di appoggio a Velduna.
Prima di partire, il gruppo si organizza: la Campana di Eleandra viene affidata al Visconte per custodia. Della Tavoletta antica viene fatta una copia carbone, lasciando l’originale a Krystal. Si completano le compere per il viaggio — mantelli pesanti, razioni, stivali adatti al freddo. Mael fornisce le indicazioni per il percorso alternativo: seguire il simbolo nanico inciso sulle pietre lungo il crinale, per evitare il Varco del Re.
21 Vespero, 1327
Sulla strada incontrano Doran, un mercante in viaggio verso Rocca Salda in attesa di notizie di un socio: Oswyn, il mercante di spezie la cui scomparsa il gruppo conosce già. Il gruppo gli riferisce che Oswyn non è rientrato dalla festa del raccolto — nulla di più. Nessuna parola sullo sconosciuto trovato morto con le sue vesti. Doran scuote la testa: ultimamente Oswyn si comportava in modo strano. Aveva insistito per partire da solo verso Rocca Salda, cosa del tutto insolita per lui. Si separano. Doran prosegue verso Rocca Salda.
22 Vespero, 1327
Incrociano un corriere reale diretto a Rocca Salda. Il corriere li passa di corsa senza fermarsi.
23–24 Vespero, 1327
Giornate di cammino tranquillo tra i larici contorti. La notte del 24 ululati lontani, dal bosco. Nessun contatto.
25 Vespero, 1327
Raggiungono il Colle della Vedetta. Da quella posizione si domina tutta la pianura sottostante, e verso la direzione di Rocca Salda si vede chiaramente un filo di fumo nero alzarsi nel cielo. Non è un fuoco da campo. Il gruppo si ferma a discutere — tornare indietro, deviare — ma alla fine decide di proseguire verso sud. Nel pomeriggio, di nuovo ululati nel bosco, Maxine capisce che si stanno muovendo attorno a loro.
26 Vespero, 1327
Pioggia intensa per tutta la giornata. Il gruppo avanza comunque, cercando riparo verso sera. Trovano l’ingresso di una miniera abbandonata sui fianchi dei Denti del Nord: il profilo dell’apertura affiora dalla roccia come una bocca aperta nel fianco della montagna, le travi dell’architrave annerite dall’umidità, una delle pareti parzialmente crollata verso l’interno. Entrano per ripararsi dalla pioggia battente e si accampano in uno slargo che si trova un centinaio di metri oltre l’ingresso — abbastanza spazio per stendere i sacchi a pelo, i resti di un vecchio fuoco al centro, qualche attrezzo abbandonato contro le pareti.
Nel cuore della notte un boato sordo scuote la roccia. La pioggia smette all’improvviso — o meglio, non si sente più. L’ingresso è collassato: frana e fango hanno ostruito il varco. Non si torna indietro.
All luce delle torce, il gruppo si addentra più in profondità nella miniera. Seguendo il tunnel oltre un bivio, arrivano a un punto dove il pavimento si interrompe di colpo: un crepaccio largo quanto un salto difficile, con il rumore di un ruscello invisibile che scorre sul fondo nell’oscurità. Atnussa è l’unica che pensa di riuscire ad oltreparssare l’ostacolo. Prende rincorsa e supera il crepaccio, con l’intento di assicurare una corda ed aiutare il resto del gruppo. Appena è dall’altra parte e il gruppo è diviso, dal buio del tunnel emerge un Ragno gigante che si avventa su Essilor e Maxine. Lo scontro è duro — ma i due riescono ad abbattere la creatura.
La sessione si chiude così: il ragno è sconfitto, ma il gruppo è ancora diviso. Atnussa è sola dall’altro lato del crepaccio, Essilor e Maxine dall’altra parte, la miniera silenziosa tutt’intorno.